FC INTERNAZIONALE-JUVENTUS FC 2-0

FC INTERNAZIONALE (4-4-2): Malivindi (44’ Bonucci); Marocco, Castoldi, Cugola (40’ Perin), Pelamatti; Saracino (44’ Baioni), Gatti (31’ Uberti), Bonavita (C), Menegatti (40’ Trubia); Marise (36’ Doratiotto), Curatolo (36’ Sarr).
A disp.: -.
All.: Mandelli.

 

JUVENTUS FC (4-3-1-2): Scaglia; Piras (40’ Kayode), Dellavalle, Antolini, Blesio; Costanza, Basili, Pellitteri (32’ Ghiardelli); Condello, Galante, Marangoni (36’ Ledonne).
A disp.: Cordaro, Nastasa, Bellocco, Ventre.
All.: Panzanaro.

ARBITRO: Sig. De Florentiis di Aprilia.
MARCATORI: 6’ Marise (FC Internazionale), 50’ Bonavita (FC Internazionale)
NOTE: Angoli: 2-4. Recupero: 2’st.

L’Inter ritrova il podio del Memorial Varani conquistando, a due anni di distanza dal trionfo del 2015, il terzo posto a spese della Juventus. Curioso il destino dei bianconeri, giunti alla giornata conclusiva senza reti sul groppone e respinti brutalmente con quattro incassati e zero fatti nelle gare decisive.
Rispetto alla sconfitta con la Roma in semifinale, Mandelli conferma appena quattro pedine: Marocco, Cugola e Pelamatti, nel quartetto arretrato, capitan Bonavita sulla linea dei centrocampisti. Appena due le variazioni per il collega Panzanaro, che propone Pellitteri e Marangoni in luogo di Hasa e Ghiardelli, lasciando inalterate prima e terza linea.
Al primo squillo i nerazzurri passano. È il 6′ quando la Juventus sbaglia un facile disimpegno favorendo l’inserimento di Marise, che a tu per tu con Scaglia non spreca l’occasione per diventare il primo giocatore del torneo a raggiungere la doppia cifra realizzativa. Come già successo stamane, la squadra di Panzanaro difetta nella reazione e sembra svuotata nelle energie. I nerazzurri hanno pertanto gioco facile nell’addormentare i ritmi e provare a pungere di rimessa. Soltanto ad inizio ripresa si annota la prima offensiva juventina, col rasoterra di Ghiardelli bloccato agevolmente a terra da Malivindi. Al 21′ è Doratiotto, in campo aperto, a disporre di una ghiotta occasione per mettere il punto esclamativo sulla contesa ma il tentativo di cucchiaio del numero 17 sbatte contro Scaglia, proteso in disperata uscita. A mettere tutti d’accordo, a una manciata di secondi dallo scadere, ci pensa allora Bonavita. Il capitano nerazzurro incastona un’altra gemma nella sua personalissima collezione, trafiggendo l’estremo difensore bianconero con un destro a giro dai 20 metri che strappa gli applausi convinti del nutrito pubblico presente sugli spalti.

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