FC INTERNAZIONALE-AS ROMA 1-2

FC INTERNAZIONALE (4-4-2): Bonucci; Marocco, Trubia, Cugola, Perin; Maffi (42’ Menegatti), Savane, Bonavita (C), Pelamatti; Doratiotto (33’ Marise), Sarr (33’ Curatolo).
A disp.: Malivindi, Castoldi, Gatti, Baioni.
All.: Mandelli.

 

AS ROMA (4-3-3): Semprini; D’Alessio L., Pellegrini (33’ Catena), Muratori, Falasca (37’ Missori); Mirimich (37’ Tomaselli), Pagano (C), D’Alessio F.; Liburdi, Rossi, Corelli (40’ Ruggiero).
A disp.: Baldi, Catena, D’Alessio F., Padula.
All.: Rubinacci.

ARBITRO: Sig. Volpicelli di Aprilia.
MARCATORI: 9’ Rossi (AS Roma), 15’ Doratiotto (FC Internazionale), 45’ Rossi (AS Roma).
NOTE: Ammoniti: 22’ Pellegrini (AS Roma). Angoli: 1-1. Recupero: 1’pt, 3’st.

Una doppietta di Leonardo Rossi trascina la Roma verso la finale del Memorial Cristina Varani. Si arrende a sorpresa l’Inter, cui non basta il momentaneo pareggio di Doratiotto per tornare a misurarsi nell’atto conclusivo della rassegna, già vinta nel 2015.
Mandelli propone tre novità rispetto all’undici che ha sconfitto la Lazio nell’ultima gara della fase a gironi. Ogni reparto cambia un componente: in difesa c’è Cugola per Castoldi, l’esterno destro di centrocampo è Maffi, con Pelamatti spostato a sinistra e Saracino out, mentre Doratiotto viene preferito al bomber Marise per far coppia con Sarr sul fronte avanzato.
Tra i capitolini Rubinacci non rischia Lilli, vittima di un risentimento muscolare, e presenta Pagano in cabina di regia con Mirimich e Francesco D’Alessio ai suoi lati in un 4-3-3 nel quale Rossi è il riferimento avanzato. Proprio il numero 9 giallorosso spacca in due la partita con un guizzo da centravanti navigato. Al 9′ è lui ad avventarsi su una palla vagante, spostare Trubia col corpo e scaricare alle spalle di Bonucci un rasoterra imprendibile che gli vale l’ottava gioia personale e lo riporta in scia del capocannoniere Marise, lasciato in panchina da Mandelli. Lo svantaggio non scompone i nerazzurri che, appena risistemata la palla al centro, iniziano a caricare a testa bassa. Dopo due tentativi portati da Sarr e Savane, il pareggio matura al 15′: la Roma perde palla in uscita dalla difesa, Savane la riconquista e la destina intelligentemente dalle parti di Maffi, che mira forte contro la figura di Semprini. Il portiere romanista può solo alzare la traiettoria, che si impenna favorendo il tap-in vincente di Doratiotto. Prima del riposo sono tre palle inattive ad arricchire il taccuino. Su Bonavita servono centimetri e riflessi di Semprini, con Pagano che, sul versante opposto, trova la potenza giusta ma non la mira. L’ultimo a provarci è Sarr, la cui correzione aerea sull’imbeccata di Bonavita sfila di poco sopra la traversa. In avvio di ripresa è un disimpegno errato di Pellegrini a mettere i brividi alla Roma: sulla sfera si avventa Sarr che affretta eccessivamente la conclusione e non trova lo specchio. L’elevata posta in palio non fa speculare le due formazioni, che continuano a fronteggiarsi a viso aperto creando pericoli in serie. L’Inter manda al tiro Doratiotto e Marise, sul quale Semprini si conferma portiere di assoluto livello ergendo un muro impenetrabile, mentre i lupacchiotti affidano la loro replica alla percussione centrale di Pagano, che impegna Bonucci con un fendente centrale dai 20 metri. La svolta si consuma a 300 secondi dalla lotteria dei rigori: Missori sfrutta il campo davanti a sé sulla corsia destra e destina un cross nel cuore dell’area, dove Rossi brucia sul tempo Trubia e, di prima intenzione, inventa una correzione imprendibile che si insacca sul palo lungo lasciando di sale Bonucci. Nel finale i nerazzurri si riversano in attacco ma Curatolo vede annullarsi per fuorigioco il gol che avrebbe prolungato la sfida.

 

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